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20 Giugno 2017

Dai risultati dello studio condotto da Fitbit e analizzati autonomamente da tecnici di laboratori di polisonnografia, emerge che i dispositivi Fitbit Alta HR, Fitbit Blaze e Fitbit Charge 2 possono essere usati per monitorare le fasi del sonno con un buon grado di precisione in adulti senza disturbi del sonno. La possibilità di raccogliere dati attendibili sulle fasi del sonno, grazie a questi dispositivi, può contribuire a semplificare le ricerche sul sonno e a migliorare la conoscenza del pubblico su queste tematiche.

Ad aprile di quest’anno, Fitbit ha introdotto nuovi strumenti di monitoraggio del sonno per offrire agli utenti dati più approfonditi sulle loro abitudini di riposo. “Fasi del sonno”, disponibile adesso su Alta HR, Blaze e Charge2, utilizza le variazioni della frequenza cardiaca per stimare quanto tempo si trascorre ogni notte in veglia, sonno leggero, profondo e REM, permettendo quindi di valutare meglio la qualità del riposo. Con più di 4 miliardi di notti monitorate dal 2010, Fitbit possiede il database relativo al sonno più ampio e trasversale del mondo, che offre la possibilità unica di identificare macrotendenze relative al sonno tra milioni di persone nel mondo.

Recenti analisi condotte da Fitbit su dati aggregati e anonimi, raccolti durante milioni di notti e relativi alle fasi del sonno, hanno confermato teorie avanzate già da tempo dagli esperti del sonno secondo le quali dormire più di sette ore a notte è l’ideale per la salute. Secondo gli esperti, infatti, dormire meno di sette ore riduce la quantità di sonno REM, fattore che potrebbe influire sulla memoria a breve termine, sulla rigenerazione cellulare e sulla regolazione dell’umore.

L’analisi di Fitbit ha svelato correlazioni e osservazioni uniche:

  • Mentre dormire più a lungo permette di trascorrere più tempo nelle fasi di sonno profondo e REM, dormire 7-8 ore offre la più alta percentuale combinata di tempo trascorso in queste fasi. Dormire meno di 7 ore, invece, porta a registrare percentuali minori di sonno profondo e REM sulla durata totale del sonno.
  • Svegliarsi prima del solito influisce sulla percentuale di sonno REM, che di solito si registra verso la fine della notte.
  • Dormire 5 ore o meno a notte porta a trascorrere meno tempo nella fase di sonno profondo, che si registra all’inizio della notte. Il sonno profondo è importante per molti processi fisici come la rigenerazione cellulare, la secrezione dell’ormone della crescita e la sensazione di riposo al momento del risveglio.
  • Durante la notte capita di essere svegli senza accorgersene; la durata media della veglia notturna si aggira intorno ai 55 minuti, più o meno il 10-15% della durata totale del sonno. Brevi periodi di veglia sono una componente normale di un ciclo del sonno sano.

Fitbit ha anche studiato le tendenze in base al genere e alla generazione di appartenenza. Tra i risultati principali, notiamo che:

  • Gli utenti tra i 13 e i 22 anni (Generazione Z) dormono più di tutti, con una media di 6 ore e 57 minuti di sonno a notte, di cui il 17% in sonno profondo, mentre i cosiddetti Baby boomers (di età compresa tra i 52 e i 71 anni) dormono almeno 6 ore e 33 minuti a notte, di cui il 13% in sonno profondo.
  • Con l’età, si tende a dormire meno profondamente, passando da una media del 17% di sonno profondo a 20 anni, a una media del 12% a 70 anni.
  • Le donne dormono in media 25 minuti in più a notte rispetto agli uomini e registrano una percentuale più alta di sonno REM, differenza che diventa ancora più marcata intorno ai 50 anni.