C’è un nuovo sport nello sport e si chiama: finanziarsi a colpi di emissioni di obbligazioni (bond, in inglese) per pianificare gli impegni finanziari di una società calcistica. Gli scopi possono essere diversi, pensare ad un nuovo stadio o semplicemente a una futura campagna acquisti estiva.

Perché proprio ora questa forma di finanziamento? Semplice: il fattore tassi d’interesse. Con i tassi così bassi a livello europeo è conveniente  per una società sportiva (di solito calcistica) rivolgersi direttamente al mercato cioè a investitori istituzionali o magari anche a privati di un certo livello (molte sottoscrizioni di obbligazioni non sono consentite a investitori “retail” e il taglio minimo sottoscrivibile è di 100.000 euro) e spuntare tassi più bassi rispetto a farsi finanziare direttamente e in “toto” da un’istituzione finanziaria (tipo banca d’affari).

L’Inter, la prima (non in classifica)

È quello che sta succedendo in questo momento e l’apripista è stata la società di calcio F.C Inter patrocinata dalla banca d’affari americana Goldman Sachs. Il bond (rating BB- S&P ndr sotto investment grade cioè speculativo) con scadenza 2022 e tasso cedolare fisso 4,875% (un titolo di stato italiano di pari scadenza ha rendimenti intorno allo 0,60%) marcato Inter Media & Communication spa ha raccolto 300 milioni di euro atti a rifinanziare il debito che scadeva direttamente con la stessa banca d’affari.

A livello finanziario è stato sicuramente una mossa favorevole per l’emittente Inter (tassi da pagare più bassi rispetto a quelli che pagava a Goldman Sachs) e per la stessa banca che non ha direttamente più il rischio nei propri asset.

La domanda è: sappiamo chi ci guadagna (in termini di rischio azzerato cioè per Goldman Sachs) o meglio chi risparmia (Inter), ma chi ci perde?

Per ora nessuno (il bond è quotato alla borsa di Vienna e alla Borsa di Lussemburgo, ma non ha mai scambiato), di sicuro non è un’obbligazione che si scambia facilmente; in cambio il flusso cedolare per chi detiene le obbligazioni è molto alto rispetto a un titolo di stato (che ha garanzie di tipo diverso).

A proposito di garanzie queste, in sintesi, sono: pegni sui diritti di proprietà industriale (marchio Inter e FC Internazionale Milano), pegni su attività di sponsorizzazione e gestione delle attività media del club nerazzurro e pegni di primo grado su conti correnti bancari sui quali verranno versati  i proventi dei diritti UEFA derivanti dall’assegnazione da diritti televisivi (a patto di rientrare nelle competizioni europee).

Garanzie reali, ma un po’ “aleatorie” come lo sono per le società sportive e derivanti tutte dal circolo vizioso di successi (o meno) sportivi. È di questo periodo la raccolta di un mini bond (1,5 milioni di euro di controvalore e durata 5 anni e tasso 8% ) da parte del Frosinone calcio tramite la piattaforma Tifosy. Dello stesso tenore e portata di emissione probabilmente varrà per i futuri bond di altre società sportive calcistiche più grandi come quello che sta studiando la stessa Goldman Sachs per finanziare il nuovo stadio della AS Roma (in previsione quasi 60.000 posti).

È dunque questa la nuova strada per il rifinanziamento delle società calcistiche? Forse si, ma la finanza si sa non regala nulla, le garanzie se non reali devono essere almeno tangibili sulla carta.

In caso contrario, vedi situazione rifinanziamento della società calcistica A.C Milan, si ritorna all’antico su strade più onerose che non scaricano però il rischio emittente sul mercato. Certo è che la morale nello sport agonistico è sempre quella: se non vinci non arrivano sponsorizzazioni e ricavi e non puoi nemmeno garantirti liquidità per il futuro.

In sintesi la finanza e suoi discorsi contano, ma se la squadra non vince e in breve tempo, è spacciata.