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Non si sono fatte attendere, in data 9 febbraio, le precisazioni dell’European Outdoor Group (EOG) per “chiarire alcuni fatti chiave in risposta al materiale apparso di dominio pubblico a seguito dell’annuncio del giorno prima sul future a lungo termine della fiera OutDoor”.

Il j’accuse

Il materiale in oggetto è ovviamente l’annuncio della fiera di Freidrhcshafen “The Show Must Go on”, ovvero che, dopo aver perso l’evento che da 25 anni ospitava, lancerà un proprio evento sugli sport outdoor. In tale annuncio, il responsabile delle fiere OutDoor/ Eurobike di Friedrchshafen, Stefan Reisinger, non aveva risparmiato osservazioni pungenti rimarcando che “Prima del voto avevamo già ricevuto un feedback positivo per la nostra visione della fiera del futuro non solo da molti membri EOG ma anche dagli 869 espositori di quest’anno che (ndr e qui la polemica) non hanno partecipato alla decisione di EOG” Concludeva poi esprimendo il suo scetticismo sul fatto che “il successo di OutDoor possa essere semplicemente esportato in qualche altro posto” per poi concludere dicendo appunto che “Continueremo ad offrire al settore una casa unica e autentica qui sul lago di Costanza.” L’accusa mossa dunque, più o meno velatamente, a EOG è di aver preso una decisione non rappresentativa di un intero settore ma solo dei membri dell’associazione.

La risposta immediata

Un’accusa che EOG ha voluto confutare già il giorno successivo con questa nota appunto. Con essa, rivendica di “aver avviato il progetto Vision 2020 oltre due anni e mezzo fa e, come parte di questo processo, aver commissionato la più grande ricerca sulla materia mai realizzata prima nel settore (oltre 90 ore di intervista faccia a faccia con stakeholders sul tema). Attraverso essa l’associazione ha ricevuto il parere di centinaia di retailers, marchi e fornitori da ogni paese d’Europa e molti altri nel mondo. Una ricerca che ha dato voce a oltre il 90% , , in termini economici, dell’intera industria”. Il comunicato ricorda inoltre che “EOG rappresenta l’intera industria del settore, avendo al suo interno brands, retailers and ingredient brands. L’annuale ricerca di mercato della stessa EOG mostra come i suoi membri rappresentino oltre il 70% dell’intero settore.”

“Un processo democratico”

Tirando le somme, EOG con queste argomentazioni ha voluto esprime con fermezza come la decisione finale del processo Vision 2020 non sia l’espressione di una minoranza ma “is representative of the interests of the whole sector”. In conclusione veniva ribadito come EOG “voglia mantenere il settore unito, e assicurare che abbia una piattaforma, anche digitale, di fiera trade al passo con i tempi. Le tre location entrate nella shortlist hanno avuto le stesse opportunità di presentare le proprie soluzioni e Messe München ha battuto la rivale con oltre il triplo dei voti[…]. Si  è trattato di un processo totalmente democratico e che ha portato a un risultato netto. Non vediamo l’ora di costruire una nuova ed esaltante fiera OutDoor insieme a Messe München”.

 

Ph. credit immagine in evidenza: Ispo.com Da dx  John Jansen (presidente di Keen e di EOG), Saskia Stock (del brand Transa Backpacking AG) e Klaus Dittrich, Chairman of the Board of Management di Messe München, polo che dal 2019 ospiterà OutDoor Show.

europeanoutdoorgroup.com