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6 Novembre 2020

Nata nel 2016 e con sede ad Alghero, ItalianWaves è una startup che vuole innovare la produzione di tavole e accessori per sport acquatici (surf, SUP, skim, pool, wake, foil), sviluppando prodotti ecosostenibili al 100%, per poi diventare leader mondiale in questo mercato. Una filosofia che parte innanzitutto dall’utilizzo di materiali disponibili in natura (come sughero, basalto, tessuti di lino, materiali biologici) nel mondo degli sport acquatici su tavola e che prosegue con l’applicazione di una politica aziendale attenta all’ambiente in ogni campo (produzione, gestione del personale, rapporto con i partner e soprattutto ricerca delle materie prime).

Per concretizzare la realizzazione dei prodotti, ItalianWaves ha creato il brand AlterEgo, con cui sta sviluppando le basi di quattro linee di prodotto già attive (tavola da onda, tavola da piscina, SUP e skimboard). L’obiettivo finale è sostituire le attuali tecnologie costruttive e di produzione altamente inquinanti e non riciclabili, per realizzarne di nuove a zero impatto ambientale, nella logica di un’economia di produzione circolare. Al momento le alternative sulla piazza sono poche e non sempre coerenti. Così, dopo un periodo di ricerca e studio, l’azienda è riuscita a diventare la prima a commercializzare una tavola da surf costituita da materiali compostabili al 95%, rispetto ai migliori concorrenti che raggiungono massimo il 15%.

L’attuale situazione ambientale è allarmante: i dati segnalano che il pianeta è prossimo al punto di non ritorno” dichiara Alessandro Danese, general manager. “Chiunque viva la natura non rimane insensibile a questi argomenti, in primis gli sportivi che praticano attività outdoor. La presa di coscienza della necessità di un cambiamento sta modificando le nostre abitudini con ritrovata coscienza ecologica e, di fatto, creando un mercato”. Infatti, se da sempre gli sportivi chiedono attrezzature all’avanguardia e performanti, da qualche anno le desiderano anche ecosostenibili. “Uno dei nostri obiettivi è dimostrare che prodotti e produzione sostenibili sono possibili, liberandoci dei materiali inquinanti. Questo è ciò di cui gli amanti degli sport acquatici hanno bisogno. Abbiamo la responsabilità di salvaguardare l’ambiente che ci circonda”.

Un modo di operare, quello di AlterEgo, che sta convincendo a puntare sul suo progetto, già sposato da molti investitori, come dimostrato dalla campagna di crowdsourcing che, a due settimane dal lancio, ha già abbondantemente superato la soglia minima di 150 mila euro (attualmente supera i 209 mila euro). Lo scopo di questo finanziamento è quello di ampliare la presenza sul mercato del brand, accelerando la strategia di marketing e rendendolo visibile in maniera più efficace e mirata, e di completare le attività necessarie a finalizzare la prima struttura di tavola totalmente compostabile, denominata “Biocork”.

La selezione dei materiali usati per le tavole segue la gerarchia del maggiormente sostenibile, quindi: compostabile, riciclato, base biologica, chilometri zero. E in base a questa scelta, AlterEgo ha iniziato la sua produzione miscelando un cuore in polistirolo a chilometri zero con fibra di vetro e resina a base biologica, posizionandosi nel comparto che il mercato identifica attualmente come “Ecoboard”. Nel core, invece, il polistirolo è stato sostituito da un espanso di origine biologica, che garantisce il 100% di compostabilità, degradandosi completamente in 8/12 settimane. A sostituzione della fibra di vetro, altro elemento ad alto impatto ambientale, è stata applicata una laminatura in fibra basaltica, che ha impronta di carbonio nulla, riducendosi in polvere durante il ciclo di recupero in fornace. L’impegno è quello di convertire interamente la produzione da Ecoboard a Biocork entro il 2024.

I prodotti AlterEgo sono riconoscibili sul mercato per le prestazioni importanti, in termini di leggerezza, flessibilità, assorbimento delle vibrazioni e reattività di risposta, ma anche per il design italiano, sempre apprezzato anche oltre confine. Non ultimo, da un punto di vista commerciale, la produzione europea, la flessibilità e la capacità produttiva, l’efficienza della supply chain e il vantaggio logistico rispetto alla maggioranza dei concorrenti (produttori di massa in Asia), che danno un ulteriore vantaggio competitivo.